La realtà e le illusioni nella crisi libica

La realtà e le illusioni nella crisi libica

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La immane tragedia del Giappone ha distolto l’attenzione dalle vicende della crisi libica, che purtroppo è andata secondo uno svolgimento che i più attenti osservatori avevano previsto. Dopo venticinque giorni dall’inizio della rivolta i fedelissimi di Gheddafi stanno abbattendo con la forza gli ultimi focolai di resistenza e sono in procinto di accerchiare Bengasi, la capitale della rivolta. Tutte le iniziative internazionali volte ad isolare il regime del Colonnello si sono rivelate, per ora, inefficaci e tardive. La Lega Araba ha appoggiato il progetto della no fly zone, conferendo una sorta di legittimazione ad un intervento internazionale. Ma, per come si è messa la situazione sul campo, ormai Gheddafi potrebbe colpire i centri della resistenza solo con i mezzi pesanti di terra. In più, tutti sanno che la Libia è dotata di una contraerea assai efficace che potrebbe colpire le forze aeree destinate ad attuare la no fly zone. Forze aeree e logistica che, per il momento, nessuno ha messo in campo e che per essere efficaci dovrebbero intervenire per rompere anche l’avanzata delle linee di rifornimento delle forze fedeli a Gheddafi. I rischi di vittime collaterali sono altissimi e gli esiti incerti, specialmente di fronte a quella che presenta il volto di una guerra civile. Alcuni network, come Al Jazeera, e non meno altri network occidentali, hanno illuso i ribelli di possedere una forza ed un consenso che, forse, non avevano e nel contempo hanno contribuito a far credere alla comunità internazionale che il Colonnello non avesse le risorse necessarie a ribaltare la situazione. Oggi il rischio della comunità internazionale, se ci fosse un intervento armato, sarebbe quello di trovarsi coinvolta in una guerra civile dall’esito drammatico. Forse bisogna raccogliere l’aspetto politico della crisi libica e cioè la delegittimazione di un potere costretto ad intervenire con i bombardamenti per sottomettere la rivolta. Il regime di Gheddafi sarà più debole, nonostante le dichiarazioni roboanti e le minacce. Occorrerà saper sfruttare questa debolezza, perché il tempo perduto non può essere recuperato, mentre gli effetti di una guerra civile permanente, quelli, in verità, andrebbero scongiurati per favorire, invece, una riforma del regime che gli stessi seguaci di Gheddafi hanno promesso.

Scritto per “La Nazione” il 16/03/2011

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  • Posted on mercoledì, marzo 23rd, 2011
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