Il problema dell’immigrazione e la revisione del trattato di Schengen

Il problema dell’immigrazione e la revisione del trattato di Schengen

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Dall’incontro italo-francese dovrebbe uscire una richiesta all’Unione Europea di rivedere il trattato di Schengen. Si dovrebbero, in sostanza, prevedere le condizioni che consentiranno agli Stati membri di ripristinare i controlli alle frontiere di fronte a situazioni eccezionali. Situazioni di oggi e situazioni di domani, visto che tutta l’area del Maghreb – dalla Tunisia all’Egitto, per non parlare di altre aree africane – è in fermento. Italia e Francia dovrebbe far fronte comune per chiedere un «potenziamento di Frontex», l’agenzia europea il cui compito sarebbe quello di gestire e risolvere la questione dei controlli marittimi. Si prevede insomma di chiedere all’Unione Europea un maggiore impegno in rapporto ai problemi che investono, a causa della crisi del Nordafrica, i Paesi terzi. Si tratterebbe di impegni formali volti a combattere l’immigrazione illegale attraverso il duplice strumento della vigilanza delle frontiere da parte dei singoli Stati e della accettazione dei rimpatri forzati. Per ottenere tutto questo occorrerà una «solidarietà concreta» da parte degli Stati membri nei confronti dei paesi più esposti all’ondata migratoria. Il 4 e 5 maggio prossimi si riuniranno i commissari europei per iniziare ad affrontare il problema della revisione di Schengen. Non è facile però prevedere che si accettino forme di solidarietà indiscriminate e tantomeno la logica dei «permessi temporanei». In tutti gli Stati membri infatti, persino – come si è visto – nelle più consolidate socialdemocrazie scandinave, spira un vento totalmente contrario all’immigrazione, al punto che non c’è più un paese governato da forze di sinistra, considerate responsabili di politiche migratorie troppo permissive. In realtà, proprio a causa della combinazione tra emigrazione e crisi economica, oggi sembra in questione, più che la revisione del trattato di Schengen, la stessa sopravvivenza dell’Unione Europea, di cui peraltro il trattato è parte integrante.

Scritto per “La Nazione” il 26/04/2011


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  • Posted on mercoledì, aprile 27th, 2011
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