L’Impotenza della politica

L’Impotenza della politica

Per la vostra utilità, pubblichiamo in forma integrale l’articolo scritto da Zeffiro Ciuffoletti per “La Nazione” il 13 giugno 2011.

La paralisi del governo Berlusconi può derivare da vari fattori, ma il più sotterraneo, quello con cui ogni governo deve fare i conti sono la crisi economica e lo stato dei conti pubblici. Il ministro Tremonti vorrebbe varare una importante riforma fiscale, a cui lo spingono sia Berlusconi che la Lega, ed ora persino la Banca d’Italia e i sindacati con Bonanni in testa, ma non può. Non può per ragioni evidenti che ogni giorno gli vengono ricordate dalle autorità monetarie europee e dalle agenzie di rating internazionali. In tutta Europa, specialmente in quella mediterranea, più colpita dalla crisi, i governi traballano e cambiano, ma tutti si trovano davanti allo stesso amaro calice: tagli, tagli, tagli. Spesso i programmi economici dei partiti sono simili a causa delle costrizioni imposte dall’Unione europea. Di sinistra o di destra, al cospetto di una crisi che si prolunga ormai da tre anni, tutti gli esecutivi in Europa subiscono un pesante calo di consenso. In Portogallo ha vinto la destra; in Spagna la recente sconfitta dei socialisti alle elezioni regionali ha spinto Zapatero a promettere il ritiro della sua candidatura alle prossime elezioni politiche. In Finlandia il voto ha costretto i conservatori a trattare con i socialdemocratici per dar vita a una grande coalizione. In Grecia i socialisti al governo e i conservatori non sanno come arginare la crisi e perdono consensi a vista d’occhio. Persino in Germania, Angela Merkel e i liberali sono stati penalizzati nelle elezioni regionali.
Il governo Berlusconi sembrava in controtendenza, ma nelle recenti elezioni amministrative il suo partito e la Lega hanno subito una secca sconfitta. Eppure davanti a tutti questi scossoni, gli elettori più avvertiti sentono che i governi, tutti i governi, sono impotenti e davanti alla crisi non ci sono vere alternative politiche. Tanto è vero che la gran massa dei cittadini usa il voto più come risentimento che come ragionamento.

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  • Posted on martedì, giugno 14th, 2011
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