Dal Rinascimento al Risorgimento

Dal Rinascimento al Risorgimento

Per la vostra utilità, pubblichiamo in forma integrale l’articolo scritto da Zeffiro Ciuffoletti per “La Nazione” il 27 settembre 2011, in occasione della mostra “Dal Rinascimento al Risorgimento. Grandezza e decadenza nella Storia d’Italia di Francesco Guicciardini”, promossa da Cassa di Risparmio di Firenze, con il concorso della Società Toscana per la Storia del Risorgimento, tenutasi a Firenze dal 29 settembre al 30 ottobre  2011.

La mostra, che si apre oggi presso la Cassa di Risparmio di Firenze, è dedicata all’esposizione delle edizioni più rare e preziose della Historia d’Italia di Francesco Guicciardini. La collezione delle edizioni posseduta dall’antica e illustre famiglia fiorentina è la più completa esistente al mondo a partire dalla prima uscita nel 1561 a Firenze, vent’anni dopo la morte dell’autore. L’opera, che è considerata un caposaldo della storiografia moderna, ebbe un successo straordinario e prolungato con edizioni e traduzioni in ogni parte del mondo sino ad arrivare a oltre centosettanta edizioni. Di queste, ben centoventidue fra le più rare e importanti, sono conservate a Palazzo Guicciardini a Firenze. Proprio da questa collezione sono state scelte le edizioni in mostra. Il senso di questa mostra fiorentina riguarda da un lato l’opera e la sua fortuna, le vicende editoriali, le traduzioni in francese, in tedesco e in inglese, gli interventi della censura e i commenti delle più grandi personalità della cultura e della politica, dall’altro, ed è la parte più originale, l’influenza dell’opera, che documentava la grandezza e la decadenza dell’Italia, sottomessa alle potenze straniere, nel clima romantico delle origini del Risorgimento. Fu la coscienza della tragedia dell’Italia che aveva raggiunto le vette della civiltà del Rinascimento, “abbondantissima di abitatori, di mercanzie e di ricchezze”., di città ricche “nobilissime e bellissime”, “di ingegni molto nobili in tutte le dottrine e in qualunque arte plecara e industriosa”, per poi cadere nella soggezione alle potenze straniere, “nel rovesciamento dei principi e dei governi e nella distruzione di tesori d’arte e dei mutamenti nella morale e nei costumi”. Sino a che l’Italia esistita prima del 1494, anno della calata di Carlo VIII, era scomparsa completamente. Fu la coscienza di questa tragedia e di questa decadenza che ispirò tanti intellettuali e artisti del primo Ottocento che diedero vita al Risorgimento come rinascita della grandezza passato nel segno della libertà e dell’indipendenza nazionale. Per questo da Leopardi a Carducci, da Ferrari a Cavour, sino a De Sanctis e Pasquale Villari, Guicciardini fu letto e studiato come colui che senza schemi ideologici e moralistici aveva illustrato con realismo le cause di quella tragedia che segnò la fine della civiltà del Rinascimento, che proprio a Firenze aveva avuto il suo epicentro. Ed è giusto che oggi proprio a Firenze, in occasione del 150° dell’Unità d’Italia, si renda omaggio alla Storia d’Italia del grande fiorentino autore “del lavoro più importante – come scrisse De Sanctis – che sia mai uscito da mente italiana”.

Vedi anche il volume “Dal Rinascimento al Risorgimento. Grandezza e decadenza nella Storia d’Italia di Francesco Guicciardini”, a cura di Zeffiro Ciuffoletti, Edizioni Polistampa.

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  • Posted on lunedì, ottobre 24th, 2011
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