I cattolici e la politica. Per rispondere alla crisi del Paese.

I cattolici e la politica. Per rispondere alla crisi del Paese.

Per la vostra utilità, pubblichiamo in forma integrale l’articolo scritto da Zeffiro Ciuffoletti per “La Nazione” il 17 ottobre 2011.

Si dice che il Paese abbia bisogno dei cattolici per superare l’attuale crisi, che reclama una nuova classe dirigente all’altezza della situazione. Credo che i cattolici non siano mai mancati nella vita politica italiana, anche dopo la fine della DC. Se ne trovano, infatti, in tutti gli schieramenti: a destra, a sinistra e al centro, dove in verità il partito di Casini sembra ricoprire un ruolo autonomo che l’attuale bipolarismo italiano riduce ma non annulla. Tanto è vero che Casini è stato ed è corteggiato o accreditato ora a destra ora a sinistra. Il suo problema è che la formazione politica di cui è leader si aggira attorno al 6%. Probabilmente la crisi italiana è più complessa di quanto si possa immaginare, ma è certo che la probabile implosione della “bolla berlusconiana” e del PdL, che pure è parte del Partito Popolare Europeo, ponga ai cattolici un serio problema, che consiste nell’esaurirsi di un ciclo e nella probabile fine del bipolarismo. Dietro il forum di Todi, promosso da Cisl, Acli, Mcl, Compagnia delle Opere, Confcooperative, Confartigianato e  Coldiretti, c’è non tanto l’idea di una nuova DC, quanto l’idea di un diverso sistema politico e, sullo sfondo, un partito cattolico a forte vocazione popolare e sociale. Una sorta di Cdu-Cds, una formazione moderata di centro a forte vocazione sociale ma non di sinistra e non assimilabile ai cattolici democratici che in Italia sono confluiti nel Partito Democratico. Come ha dichiarato Pellegrino Capaldo, banchiere ed economista, in una frase espressiva del clima che ha ispirato il forum, bisogna partire dall’idea che «questo bipolarismo è finito». Se i cattolici aspirano a trovare densità di presenza per il bene comune del Paese, dovranno operare affinché si possa uscire dalla crisi guardando al modello tedesco. Non solo per quanto riguarda il sistema elettorale e istituzionale, ma anche per i contenuti e i programmi di una formazione cattolica moderata a forte vocazione sociale e nazionale. Resta il fatto che di una nuova classe dirigente ha bisogno l’intero sistema politico e non si può pensare che questo possa essere un compito esclusivo dei cattolici, specialmente in un paese come l’Italia. Ci vorrebbe anche una classe dirigente a forte impronta liberale e progressista, perché l’Italia ha bisogno di riformare uno Stato ipertrofico, inefficiente e troppo costoso.

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  • Posted on lunedì, ottobre 24th, 2011
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