Due debolezze non fanno un governo

Due debolezze non fanno un governo

Per la vostra utilità, pubblichiamo in forma integrale l’articolo scritto da Zeffiro Ciuffoletti per “La Nazione” il 24 ottobre 2011.

Due coalizioni eterogenee e rissose, pronte a delegittimarsi ad ogni occasione, ed allo stesso tempo capaci di trasmettere veleni ad una società già di suo avvelenata e percorsa da ondate profonde di antipolitica: questo è stato il bipolarismo italiano. Persino quando ci si è compiaciuti dell’alternanza e della raggiunta stabilità, ci si è dovuti subito ricredere, perché in fondo restava, anzi si accentuava l’ingovernabilità e si ampliava lo squilibrio e la lotta fra i poteri. Oggi questa situazione di ingovernabilità salta ancora di più agli occhi perché né il governo,  né l’opposizione sembrano in grado di affrontare con chiarezza d’impostazione la drammatica crisi che ci minaccia. A causa delle divisioni interne, il governo Berlusconi non riesce a varare misure serie in grado di ridurre il debito pubblico e riaprire spiragli di crescita economica. La riforma delle pensioni, i tagli alla spesa pubblica improduttiva, le liberalizzazioni etc., sono richieste non solo dalla BCE, ma anche dalla Confindustria e sono ritenute indispensabili da tutti gli osservatori internazionali. Tuttavia né il governo, né l’opposizione riescono a fare o a dire parole chiare. Le tensioni tra Pdl e Lega impediscono al governo di realizzare ciò che chiede l’Europa. Nello stesso tempo l’opposizione, mentre accusa la maggioranza di impotenza e inconcludenza, non riesce a trovare una linea comune chiara e lineare. A partire dal maggiore partito di opposizione, il PD, che non può accettare le proposte della BcE perché altrimenti perderebbe non solo l’intesa con Vendola, ma si dividerebbe esso stesso nelle sue sedici o diciassette componenti. Il povero Renzi non sa più cosa rottamare, visto che i “giovani” del suo partito sono divisi in “Giovani Turchi”, “Giovani Curdi”, “Prossima Italia” ed altre amenità. Il “Big Bang” di cui parla il sindaco di Firenze è già in corso. Solo che riguarda i due più grandi partiti della maggioranza e dell’opposizione. Nel frattempo, in barba ai tagli di cui tutti si lamentano, la spesa pubblica e il relativo debito continuano a crescere  come e più di prima e né il governo, né l’opposizione sembrano in grado di fare sul serio per fermare il terzo debito pubblico del mondo. La signora Merkel  è stata molto chiara: la crisi europea potrà essere superata solo se i vari paesi, Italia in testa, taglieranno il debito e vivranno secondo i propri mezzi. Né Berlusconi né Bersani potranno continuare a fare orecchie da mercante, perché il tempo sta per scadere.

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  • Posted on lunedì, ottobre 24th, 2011
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