L’Europa divisa e il terzomondismo integralista

I ventitre diplomatici dei paesi europei che, imprudentemente, avevano deciso di partecipare alla conferenza di Ginevra sui diritti umani, se ne sono usciti in fila dall’aula durante il discorso del presidente iraniano Ahmadinejad. Doveva parlare solo per sette minuti e invece si è dilungato per più di mezz’ora, lasciando di stucco il segretario delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon, che lo aveva pregato di non danneggiare la conferenza. La violenta invettiva antiebraica e antioccidentale di Ahmadinejad, applaudita dai paesi islamici, asiatici e africani, ha trasformato la conferenza dell’ONU sul razzismo in un palcoscenico per colui che si pone come il leader di una sfida razzista e integralista a tutto l’Occidente e persino all’ONU, che per sessanta anni – secondo il presidente iraniano- avrebbe sostenuto l’occupazione del regime sionista e gli avrebbe accordato la piena libertà di commettere qualsiasi crimine. L’agenzia di informazione iraniana, Fars, ha definito l’intervento del presidente un successo sottolineato anche dagli applausi che hanno accompagnato i passaggi più antiebraici e antioccidentali. Il presidente della teocrazia di Teheran si è confermato, grazie a quei paesi europei che hanno deciso di partecipare alla conferenza e che ora si trovano con le pive nel sacco, la principale minaccia non solo ai diritti umani, ma alla pace nel mondo e si è rivelato il vero portavoce dei paesi islamici africani e asiatici, senza distinzioni fra moderati e non. Mentre questo è risultato palese a Ginevra, ancora una volta l’Unione Europea si è dimostrata divisa e confusa su un tema di civiltà cruciale come i diritti umani. Ed è inutile, ora, che il presidente francese Nicolas Sarkozy esorti proprio l’Europa a dare prova di fermezza. Come era accaduto alla precedente conferenza di Durban nel 2001, ma l’esperienza non è servita a nulla, i partecipanti alla conferenza di Ginevra hanno loro malgrado avallato un atto di accusa, violento e minaccioso, contro Israele e contro l’Occidente, accolto dagli applausi dei rappresentanti di regimi politici che fanno strame dei diritti umani, di donne e di uomini inermi, nei loro martoriati paesi. Paesi che non avrebbero nemmeno il diritto di ergersi contro il razzismo, non solo per via del loro antisemitismo, ma per la persecuzione e la violenza contro le minoranze etniche o religiose.

I paesi come gli USA, l’Italia, la Germania, la Polonia, l’Olanda, il Canada, che avevano deciso di boicottare il vertice di Ginevra ora dovranno alzare la voce per riportare i paesi occidentali sulla strada della dignità e della fermezza, ma anche il presidente americano Obama dovrà preoccuparsi non poco, non solo per il percorso negoziale intrapreso con l’Iran, ma ancora di più per il veleno integralista e pseudo terzomondista che circola nel mondo globalizzato e che ha trovato a Ginevra un palcoscenico internazionale allestito proprio dall’ONU.

Scritto per “La Nazione” il 21.04.2009

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  • Posted on venerdì, agosto 27th, 2010
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