Il vino e l’acqua… gassata

Una volta gli italiani erano grandi bevitori di vino, oggi non più. Anzi secondo i dirigenti della Coca Cola noi italiani siamo diventati i più grandi consumatori al mondo di acque e di bibite gassate, insomma grandi amanti delle bollicine. I giovani, poi, sono birra dipendenti e si fanno vedere in giro con bottigliette in mano come lattanti con il biberon. Per questo mi è venuta voglia di richiamare alla memoria una serie di proverbi che una volta, tanto tempo fa, erano la vox populi degli abitanti della penisola. Cominciamo: «il vino da buon sangue»; «chi non beve con noi peste lo colga»; «a chi n’gli piace il vino, Dio gli tolga l’acqua»; «mangiare senza bere è come murare a secco»; «erba fa merda, carne fa carne, vino fa sangue»; «chi beve vino prima della minestra, saluta il medico della finestra»; «l’acqua fa male e il vino fa cantare»; «il vino ammazza i vermini»; «chi non beve in compagnia, o è un ladro, o è una spia»; «il vino è la pappa dei vecchi». Naturalmente, i proverbi esprimevano anche un’antica saggezza che già Aristotele aveva messo in filosofia a proposito della moderazione nel bere vino, che, per lui, andava sempre allungato con l’acqua, naturalmente senza bollicine… E così i proverbi recitavano: «a trincar senza misura, molto tempo non si dura»; «a vin dolce, le brache leste».

Purtroppo sull’uso di bere acqua e bibite gassate non ci sono proverbi. C’è solo un’immagine travolgente di Paolo Villaggio che dopo aver bevuto acqua gassata alla francese si gonfiava come un otre e si alzava in cielo con un «rutto galattico».

Scritto per “Italia Oggi” il   28.07.2009

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  • Posted on venerdì, agosto 27th, 2010
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