L’orto di Caprera

Se il G8 dedicato all’ambiente si svolgerà, come si dice, alla Maddalena, Barak e Michelle Obama avranno modo do visitare l’isola di Caprera, che è ad un passo dalla Maddalena. A Caprera potranno vedere con i loro occhi la casa bianca, l’orto e i campi nei quali l’Eroe dei Due Mondi lavorò e costruì con le sue mani. Garibaldi si stabilì a Caprera nel 1855 e vi morì nel 1882. Da marinaio si fece agricoltore, ma in una lingua di terra circondata dal mare, tanto per non perdere contatto con l’elemento cruciale della sua vita di uomo di mare.

A Caprera Garibaldi costruì una casa e diede vita ad una vera e propria azienda agricola con tanto di corte, ricoveri per foraggi e macchine agricole, colombaia, pollaio, un piccolo mulino a vento, più un magnifico orto e persino un alveare dal quale ricavava un miele speciale. Mettere a coltura la terra rocciosa dell’isola era un’impresa durissima, ma il Generale non era tipo da arrendersi né davanti alle pietre, né di fronte ai venti che spazzavano l’isola. Costruì muri a secco con le pietre tolte dai campi e filari di cipressi ed altre piante frangivento per proteggere le colture. Garibaldi produceva tutto ciò che poteva servirgli per l’alimentazione della famiglia e dei lavoratori, ma anche per tutti gli ospiti che venivano a trovarlo dall’Italia e dall’estero. Il suo orto, che curava con particolare attenzione, produceva cavoli, carciofi, patate, fave, pomodori, lenticchie, ma anche granturco e ceci. La frutta, poi, era la sua passione. In particolare i fichi, le prugne, le pesche con cui faceva marmellate e frutta candita. Coltivava limoni e arance per farne bevande e dolci. A Caprera aveva portato dalla Sicilia lo zibibbo con il quale produceva vino liquoroso, ma anche dell’uva secca per fare i dolci. Bisognerebbe davvero che si riattivasse l’orto di Garibaldi in vista del G8, perché così anche Michelle Obama, che si dedica all’orto della Casa Bianca, si potrebbe ispirare per i suoi esperimenti all’orto dell’antico abitante di Caprera e della “Casa Bianca” che vi costruì, quasi con le sue mani.

Scritto per “Italia Oggi” il  07.05.2009

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  • Posted on venerdì, agosto 27th, 2010
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