Sul clima confusione globale

Da quando il clima è diventato oggetto privilegiato della politica invece di sentirci più sicuri, ci sentiamo ancor più preoccupati. Infatti, la battaglia per la tutela dell’ambiente e la lotta contro il mutamento climatico sta creando una sorta di ideologia dei politicamente corretti che, come tutte le fedi laiche, crede di combattere per la “salvezza del pianeta”. In realtà dietro questa nuova ideologia ci sono buoni motivi, ma anche tanta demagogia e giganteschi interessi. Qualsiasi azione volta  a conservare l’ambiente e a rispettare la natura è, in sé, sicuramente positiva. Un mondo in cui la popolazione è cresciuta di oltre quattro miliardi in un secolo non può non considerare essenziale il rapporto con le risorse naturali  e con i rischi derivanti dal riscaldamento del clima. Tuttavia proprio sul clima si è aperta una disputa che in effetti sta dividendo non solo le grandi potenze industriali  da quelle emergenti, ma apre una spaccatura profonda fra gli scienziati e ancora di più fra scienziati e politici.  In verità anche fra gli scienziati i più intolleranti, come altre volte nella storia, sono proprio i più catastrofisti. Per loro, chi cambia idea e abbandona il catastrofismo, come è successo a Freeman Dyson, professore emerito dell’istituto di Studi avanzati dell’Università di Princeton, uno dei più reputati sul mondo, diventa subito un “pomposo cretino”, I sostenitori del catastrofismo climatico non sempre riescono ad usare l’arma della ragionevolezza e del metodo scientifico. Il problema vero sta nel fatto se i cambiamenti climatici siano governati da leggi complesse che solo in parte dipendono dall’uomo oppure se proprio dalle attività umane ( emissioni di gas serra e di anidride carbonica) derivano i cambiamenti climatici dell’ultimo secolo. La Commissione Internazionale sui Cambiamenti Climatici dell’Onu, un organismo più politico che scientifico, sostiene che il riscaldamento è dovuto alle attività umane, la Commissione Internazionale non Governativa sui cambiamenti climatici, che raccoglie scienziati indipendenti, sostiene che la cause stanno nei cicli naturali. In realtà i modelli scientifici per spiegare il mutamento climatico sono ancora poco affidabili. Molti scienziati dicono che bisognerebbe considerare meglio l’assetto astronomico, l’attività del sole, le variazioni dell’asse terrestre opporre le attività dei vulcani, che secondo alcuni ricercatori sarebbero responsabili del 69% del riscaldamento delle acque oceaniche. Dopo la scesa in campo di Al Gore e il successo di Obama, i catastrofisti sembrano avere la meglio, ma sarebbe grave se su un tema così serio e ricco di implicazioni economiche, politiche e sociali, prevalessero gli opposti estremismi o peggio ancora uno stato confusionale capace solo di sfruttare le paure e le pulsioni irrazionali che abbondano nell’universo mediatico contemporaneo.

Scritto per “La Nazione” il 30.03.2009

Tagged as , ,
Categorized as Editoriali, Editoriali La Nazione
  • Posted on venerdì, agosto 27th, 2010
  • 0 comments

User comments

No Responses to “Sul clima confusione globale”

Leave a Reply