Libertà della rete e responsabilità

La condanna da parte di un tribunale italiano di Google, proprietario di Youtube, per aver messo in rete un video di alcuni ragazzi italiani con scene di violenza contro un ragazzo autistico, ha scatenato un dibattito molto acceso. Ancora di più che la reazione americana contro le censure cinesi a Google. Bisogna dire subito che il governo Obama considera, come ha ripetuto l’ambasciatore americano a Roma, che “la libertà di internet è vitale per la democrazia”. Sempre per chiarezza bisogna dire che Internet non coincide esattamente con Google, che è nato nel 1998, quando la rete già esisteva da tempo. Google è un gigante, anche economico, e per questo è caro ad Obama, che ne ha ricevuto benefici elettorali, ma bisogna riconoscere che su Internet operano milioni di altre aziende, grandi e piccole. Per cui il vero problema è distinguere le diverse responsabilità, senza mettere in discussione la libertà di Internet che è per tutto il mondo un bene primario esattamente come la libertà di stampa. Il governo americano ritiene che non si possa imputare una responsabilità preventiva al “provider” dei servizi internet per quello che viene pubblicato e certo non basta una condanna di un tribunale italiano per fare chiarezza in un campo così complesso e delicato Google dice di non essere un editore, anche se gli assomiglia, e dice anche che il service provider non deve verificare preventivamente ciò che viene messo in rete dagli utenti. Il problema è che nessun soggetto che opera nella rete, può ignorare le conseguenze sociali, culturali, politiche, economiche, morali e persino penali delle proprie azioni.

Per questo nessuno può prevaricare i diritti delle persone e non solo nella tutela della privacy. Google ha subito cancellato l’ignobile filmato dei giovani mascalzoni italiani, che per primi sono stati puniti, ma non c’è dubbio che servirebbero poche e chiare norme internazionali per salvaguardare il diritto al rispetto della persona senza mettere in discussione la libertà di Internet. Altro problema è quello economico, dove non è difficile intravedere la complessità della partita. I motori di ricerca sono quasi un monopolio americano, ma oggi i cinesi avanzano anche in questo campo e l’Unione Europea vuol salvaguardare le sue aziende operanti nelle telecomunicazioni.

Scritto per “La Nazione” il    01.03.2010

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  • Posted on venerdì, agosto 27th, 2010
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